25 Aprile: le ragioni di una scelta

25 Aprile e CasArcobaleno: le ragioni di una scelta.

CasArcobaleno è ormai passata dallo stato di progetto, fortemente voluto – cercato e costruito con tenacia e ostinazione – a quello fisico, presente, di luogo, di casa di condivisione. Le associazioni che compongono e abitano la casa sono tutte figlie della libertà e della responsabilità che trovano nella Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza le ragioni stesse oltre che lo spazio della propria esistenza e del rispettivo  impegno. L’impegno alla crescita, al progresso del diritto della persona, nella sfida decisa portata ad ogni forma di discriminazione, ha portato le varie associazioni, plurali per natura e per vocazione, della Casa a una scelta del tutto naturale: il 25 Aprile, Festa della Liberazione, quale momento inaugurale e programma culturale e politico per le proprie azioni sociali e di sviluppo. Tutte e tutti riteniamo infatti che uno dei modi migliori per celebrare la Resistenza e i suoi valori profondi – vivi, concreti e quanto mai attuali – in una società così gravemente attraversata dalla violenza e da spinte fasciste di ogni natura, sia appunto l’impegno, la partecipazione attiva e la ricerca di nuove parole comuni. Un capitolo nuovo e dinamico di democrazia vissuta e condivisa sarà scritto accanto alle pagine luminose della storia del nostro Paese, tracciate col sangue di donne e uomini che hanno reso all’Italia una dignità di guida democratica e civile che ora pare offuscata o smarrita. La Casa e le famiglie che ospiterà sottoscrivono da ora un patto antifascista e democratico che impegna tutte e tutti noi a una lotta comune, a fianco delle ragioni di ciascuna e ciascuno di noi. Non più la lotta separata di alcuni, ma  la marcia comune di tutte e tutti, la lotta dell’altro che diventa nostra, la battaglia di civiltà di donne e di uomini responsabili.
La Casa ha molte necessità. Come in ogni casa la prima preoccupazione è il cibo: cibo da condividere per la vita, per la crescita, per la continuità. Il cibo che non faremo mancare alla nostra e vostra tavola sarà la narrazione della libertà e della vita. Della quotidianità degli affetti e di quanto di buono noi e coloro che ci hanno preceduto come quelli che ci seguiranno, sapremo portare a beneficio della società, dell’integrazione, del dialogo e della speranza.